Il metro come fatto cangiante

Il metro come fatto cangiante

Tra misurazioni e de-misurazioni

(In una prospettiva di accrescimento)

Seminario di argomento musicale di tipo tematico, incentrato su principi di interiorizzazione ritmica e prassi interpretativa

Ideazione e conduzione: 

Anna Laura Longo

Destinatari

Pianiste e pianisti, strumentiste e strumentisti  in possesso di buone conoscenze basilari di tecnica e pratica pianistica

Impostazione e durata:  10 incontri di due ore ciascuno

Coordinate

Il programma predisposto consentirà, dal punto di vista metrico e ritmico, di creare un confronto proficuo tra profili stabili (oltremodo lineari) e profili decisamente frastagliati, tenendo conto di repertori classici, moderni e contemporanei. Il concetto di stabilizzazione, esattezza e quadratura metrica verrà posto quindi accanto a quello di costruzione variegata (o decisamente versatile)pertanto densa di accadimenti. Come dinanzi a un paesaggio pianeggiante o al contrario fortemente articolato e "montuoso" sarà possibile rilevare connotati di quiete o invece determinazioni e vicende ritmico- sonore improntate a vera e propria turbolenza interna. 

Integrazioni

La pratica e lo studio fattivo di brani pianistici verrà integrata con momenti di ascolto guidato e analitico, basandosi su video e audio appositi. 

Il senso dilatativo della misura

Si procederà facendo leva metodologicamente sul criterio estetico di accrescimento. L'idea è quella di rilevare e conseguentemente sottolineare o esaltare -dal punto di vista interpretativo (oltreché analitico)- il senso dilatativo della misura musicale, dando risalto alla qualità delle presenze figurali nell'ambito di pattern ritmici ben definiti (via via più complessi o irregolari).

Il concetto estetico di "presenza" che circonda la figura musicale in quanto tale (in primo luogo in senso ritmico-strutturale) verrà pertanto esplorato mediante confronti e giustapposizioni con materiali analitici ulteriori, riconducibili anche alla pittura e all'architettura.

Anche diversi apporti testuali sperimentali (nonché scritture di ricerca) troveranno utilmente spazio e saranno amalgamati con i brani musicali veri e propri, di tipo pianistico.

Sessioni esplorative libere o propriamente estemporanee andranno a corroborare i percorsi incentrati tipicamente sulla notazione e sulla scrittura.

Misurazione e de-misurazione diverranno un utile terreno di indagine. L'ingresso in uno spazio metrico vincolato condurrà verso ulteriori spazi di natura aperta e oltremodo flessibile.

Dal punto di vista esperienziale i momenti di creazione istantanea troveranno un'alternanza proficua con lo studio selettivo dei brani prescelti.

Il programma prevede un preambolo specifico incentrato su pratiche conoscitive ed esperienziali relative a ritmi misti a cui farà seguito un approfondimento dapprima lineare, basato su composizioni dotate di evidente consequenzialità.

In seguito verranno proposte situazioni sonore oltremodo accidentate e dotate di contrapposizioni vistose o caratterizzate da passaggi repentini da un metro a un altro. L'avvicinamento a materiali oltremodo variegati consentirà di acquisire flessibilità e scioltezza nella gestione propriamente musicale, permettendo di "degustare" i concetti di simmetria e al contempo di asimmetria, rilevandone l'affascinante portato estetico.

Classicità e contemporaneità, in tal senso, saranno flessibilmente affiancate.

Si prevedono zone esplorative dedicate all'assimilazione anche corporea dei pattern o  elementi ritmici indagati (con riferimento a ipotesi dalcroziane) a cui si aggiungeranno esperimenti con lo strumentario ritmico (in dotazione blocchi di legno bitonali e tritonali, sonagli, triangoli, tamburelli, clave, strumenti a barre sia cromatici che diatonici e inoltre oggetti appositamente rivisitati in chiave strumentale).

Le lezioni avranno dapprima carattere individuale e successivamente carattere semi-individuale o collettivo.

Il percorso punta dunque a dare sostegno a una vera e propria interiorizzazione ritmica, facendo leva su un'espansione fattiva della musicalità.

I repertori indagati e fatti oggetto di studio portano la firma di Aperghis, Ustvolskaja, Gubaidulina, Satie, Dallapiccola, Pärt, Bussotti, Pousseur, Messiaen, Archer, Bartók, Bach, Kurtág, Strawinsky, Boulez, Medina, Ortíz, Stockhausen, Lutyens e altri ancora.

Una "capsula" di impronta jazz verterà su alcuni degli esercizi di O.Peterson per pianoforte, fatti oggetto, in questa circostanza, di apposite varianti ritmiche, in vista di una rivisitazione originale. 

Non mancheranno alcune deviazioni in direzione della musica da camera, con particolare riferimento a formazioni in duo e con approfondimenti su brani di Copland, Cage, Hindemith,Scelsi,Berg.

Per quanto concerne il corpus di esercizi di ritmica di tipo preliminare verrà usato un canovaccio composito, caratterizzato da esercizi misti anche a-metrici o basati su pratiche e sovrapposizioni estemporanee.

Saranno di ausilio alcune pratiche di body percussion.


Periodo di svolgimento:

Da metà marzo a fine maggio 2026.

Una replica in forma intensiva è prevista tra giugno e luglio 2026.


Territorio di stimolazione sonora

Via F.Scolari n.39

00177 Roma

e-mail di riferimento:

annalaura_longo@hotmail.com


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